Analisi di Trading settimanale per operare sui mercati del Forex, dei Future sull’oro e Petrolio

 

Analisi di Trading settimanale per operare sui mercati del Forex, dei Future sull'oro e Petrolio (rass. stampa)

 

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Analisi settimanale mercati 04 Dicembre Ftse-Mib / USA / azionario

Il buon rialzo messo a segno nelle ultime due sedute è stato seguito quest’oggi da una seduta all’insegna del consolidamento da parte delle Borse europee. Dopo aver tentato di spingersi ancora in avanti, i listini del Vecchio Continente sono tornati sui loro passi, presentandosi al close preceduti da segni diversi. Il Ftse100 e il Dax30 sono scesi dello 0,39% e dello 0,14%, mentre il Cac40 ha mostrato un frazionale rialzo dello 0,09%. 
Ad avere la meglio è stata Piazza Affari dove il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a 20.120 punti, in salita dello 0,33%, dopo aver toccato un massimo a 20.190 e un minimo a 19.904 punti. 
Anche il bilancio settimanale è preceduto dal segno più visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha guadagnato l‘1,39%. La settimana è stata vissuta a due facce visto che dopo una discesa fino all’area dei 19.000 punti, le quotazioni hanno dato vita ad un rimbalzo che le ha riportate a ridosso dei 20.100. 
Questo recupero deve essere inquadrato per ora nell’ottica di un pull-back dopo la flessione delle settimane precedenti. Segnali più convincenti di ripresa si avranno con la riconquista di area 20.400/20.500, oltre le quali l’indice si aprirà le porte per un allungo verso i 21.000/21.100 punti, in corrispondenza dei quali è atteso un ritorno delle vendite almeno in prima battuta. 
Una mancata prosecuzione del rimbalzo e comunque una permanenza al di sotto dei 20.400/20.500, manterebbe reale il rischio di nuove flessioni nel breve. Una conferma in questa direzione si avrà con ritorni al di sotto dei 20.000/19.900, preludio ad una correzione verso i 19.500. Se l’indice non riuscirà a difendere neanche questo sostegno, allora sarà candidato ad una discesa verso i 19.000 punti, sui minimi della settimana appena conclusa. Cruciale
sarà la tenuta dei 18.800, onde evitare uno scivolone fin verso i minimi dell’anno in area 18.200/18.200, al momento poco probabile a patto di non assistere ad un peggioramento della crisi in atto con riferimento al debito sovrano dei Paesi periferici dell’Europa. Per la prima seduta della prossima settimana non è previsto alcun aggiornamento macroeconomico di rilievo in America, dove si segnala solo un intevento di Jeffrey Lacker, presidente della Fed di Richmond. Anche in Europa non troviamo in agenda alcun dato macro, ricordando che in mattinata è prevista la riunione dell’Ecofin ossia dei ministri finanziari dei vari Paesi europei che si incontreranno a Bruxelles. A Piazza Affari i riflettori saranno ancora puntati sui titoli del settore petrolifero dopo che i prezzi dell’oro nero sono saliti oltre quota 89 dollari al barile. Da seguire i titoli del risparmio gestito in vista della presentazione da parte di Assogestioni dei dati relativi alla raccolta fondi di ottobre. Lunedì si riunirà il Cda di Aicon per l’approvazione dei dati di bilancio e a partire dalla prima seduta della nuova ottava saranno riofferti in Borsa, fino al 10 dicembre, i diritti inoptati di Premuda, relativi all’aumento di capitale.

Analisi Tecnica Ftse Mib Italiano 04 Dicembre 2010

Ulteriore discese e poi veloce recupero per l’Indice FTSEMIB 40, durante l’ultima settimana. I corsi durante le prime sedute amplificano il movimento correttivo e si spingono al test delle 19000. Il livello frena la spinta ribassista e innesca un ampio e repentino recupero che ha visto il recupero delle 20150. 
Per le prossime sedute: i corsi si mantengono ancora sotto il canale rialzista di medio periodo, violato al ribasso nelle ultime sedute. 
Il completamento di un Pull-back sulla trend-line violata avverrebbe a ridosso della fascia posta a 20400/500, che resta l’obbiettivo del recupero in essere.
Solo la violazione dei tale resistenza scongiurerebbe nuovi indebolimenti, fornendo un segnale di inversione di tendenza e aprendo le porte alle 20900/21100 in prima battuta.
Viceversa il contesto di medio periodo si manterrebbe debole, con possibilità di ritorni verso gli ultimi minimi e il test dell’area 19000/18800.
Un ulteriore deciso segnale di debolezza scaturirebbe solo sotto le 18800, evento che aprirebbe le porta ai minimi di agosto di area 18000. 

A cura di Andrea Savio

Analisi Forex 04 Dicembre 2010

La divisa unica anche questa mattina prosegue nel suo percorso di recupero, con le speculazioni contro il debito dei paesi periferici dell’area euro che stanno rapidamente rientrando, e con gli investitori che tornano ad acquistare euro sul rinnovato clima di fiducia circa l’obbligazionario europeo. Ieri infatti, nonostante la BCE non abbia offerto alcuna apertura significativa su una possibile espansione del programma di acquisti di titoli di Stato, gli spread sovrani nella zona euro si sono ulteriormente stretti: Irlanda – 55 basis point, Portogallo -48 basis point (premio al rischio ai minimi da un mese), Spagna -23 basis point, Italia -16 basis point. La BCE ha annunciato la proroga dell’attuale regime di gestione della liquidità almeno sino alla fine del 1° trimestre 2011, con Trichet che si è limitato a dichiarare che il programma continua e che sarà commisurato alle tensioni di mercato: in sostanza, nonostante il rischio di contagio della crisi, la Banca rimane contraria a ogni forma di quantitative easing o di monetizzazione del debito. Stamattina, tornando sull’argomento, il numero uno della BCE ha aggiunto inoltre che le misure di austerità non porteranno a recessione. La BCE ha inoltre diffuso le nuove stime trimestrali su crescita e inflazione, che come atteso non hanno apportato novità di rilievo allo scenario: si è assistito a una lieve revisione al rialzo per la crescita 2010 e per l’inflazione del 2011. Le nuove stime per il 2012 mostrano una lieve riaccelerazione della crescita (all’1,7% dall’1,4% del 2011) e un nuovo rallentamento per l’inflazione (all’1,5% dall’1,8% del 2011). Interessante però rilevare che, rispetto al mese scorso, c’è una revisione al ribasso dei rischi: la valutazione dei rischi sulla crescita è passata da “lievemente verso il basso”a “verso il basso” (principalmente a causa delle tensioni sui mercati finanziari mentre la situazione per l’economia reale è migliore di quanto si creda specie nelle principali economie), la valutazione dei rischi sull’inflazione è passata da “lievemente verso l’alto” a “bilanciata”.Ieri inoltre è stato diffuso il dato ufficiale del Pil dell’eurozona per il terzo trimestre, in linea con le attese a +0,4%. La forte discesa dei rendimenti nei governativi periferici ha dato quindi forza all’euro che, dopo un iniziale flessione in concomitanza proprio con il discorso di Trichet ieri, è tornato ad essere acquistato dal mercato, risalendo dal minimo di due mesi e mezzo: questa mattina, complici i buoni dati su PMI dei servizi tedesco e complessivo dell’area euro per il mese di novembre (entrambi in espansione e oltre le attese) e sulle vendite al dettaglio dell’eurozona di ottobre (+0,5% su base congiunturale dal precedente -0.1% di settembre) il cambio si è finalmente spinto sopra la media mobile a 200 periodi sul grafico orario, fino a testare la resistenza fondamentale posta in area 1.3260. Al momento l’intonazione rimane comunque positiva, grazie anche al supporto fornito dalle medie mobili di breve e medio periodo, entrambe inclinate al rialzo: anche la media mobile di lungo si sta appiattendo, abbandonando l’inclinazione negativa di fine novembre. L'attenzione del mercato ora si trasferisce dall'altra parte dell'Atlantico, dove sarà diffuso il dato mensile sull'occupazione, uno dei dati più seguiti dalla Fed nelle sue decisioni di politica monetaria, se non il più atteso. Dopo che il settore privato monitorato da Adp ha mostrato un aumento degli occupati ben superiore alle attese, il dato relativo a lavoratori non agricoli è atteso crescere di 140.000 unità dopo i +151.000di ottobre. La componente principale dell’aumento degli occupati privati dovrebbe essere ancora determinata dalle assunzioni nel settore dei servizi (media ultimi 3 mesi: 130 mila). Attesa anche per l’ISM del settore non manifatturiero, a novembre previsto in aumento a 54,8 da 54,3 di ottobre. Il settore servizi dà segnali positivi, con una buona dinamica dei consumi anche nei settori discrezionali, un aumento ampio dell’indice della Richmond Fed per novembre (a +7 da -7 di ottobre, sui livelli di giugno-luglio), un miglioramento del mercato del lavoro. L’ISM a 55 si riporterebbe sui livelli del 2° trimestre e sarebbe coerente con una crescita del PIL del 2,5%, in linea con le previsioni per il 4° trimestre.

A cura di CFX intermediazioni

Guardiamo ora il Petrolio 27 Novembre 2010

Anche per le quotazioni del petrolio la seduta odierna non ha riservato particolari sorprese, visto anche il clima semifestivo sull’opposta sponda dell’Atlantico. La crisi del debito in Europa ha frenato la voglia di shopping e così il future con scadenza gennaio si è fermato poco sotto la parità, a 83,76 dollari, con un calo dello 0,12%. 
E’ preceduto dal segno più invece il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute i prezzi dell’oro nero sono saliti del 2,65% rispetto al close di venerdì scorso.

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