Strumenti per l’investimento
Strumenti per l’investimento di capitale
Obbligazioni -
Sono titoli di debito (in inglese bond) emessi da società od enti pubblici con lo scopo di reperire liquidità sul mercato. Tali strumenti attribuiscono al possessore il diritto di rimborso del capitale più un premio che può essere pagato sotto forma di interesse periodico (detto cedola) o tutto a scadenza.
Tipologie -
Tasso fisso. Remunerano l’investimento ad un tasso di interesse fisso stabilito prima dell’emissione (ad esempio i BTP).
Tasso variabile. Remunerano l’investimento ad un tasso di interesse che cambia in funzione di un parametro e si differenzia per durata (1, 2, 6 mesi ecc.). Generalmente i parametri più utilizzati sono l’Euribor,(glossario) o il rendimento dei BOT (ad esempio i CCT).
Zero Coupon. Obbligazioni prive di cedola (coupon), che corrisponde gli interessi, unitamente al capitale, alla scadenza del titolo sotto forma di differenziale tra prezzo di rimborso e prezzo di acquisto (ad esempio BOT).
Convertibili. Sono titoli che conferiscono al sottoscrittore la facoltà di convertire l’obbligazione in azioni dell’emittente o di altra società, in un determinato periodo di tempo (periodo di conversione) e secondo rapporti di cambio prefissati (rapporto di conversione).
Indicizzate. Obbligazioni con cedola e/o al valore di rimborso variabili, secondo determinati parametri di riferimento prefissati (ad esempio BTPi).
Strutturate. Il loro rendimento dipende dall’andamento di un’attività sottostante. Tra le tipologie di obbligazioni strutturate alcune tra le più utilizzate negli ultimi anni sono:
Costant Maturity Swap (detti CMS): offrono cedole variabili indicizzate all’andamento dei tassi a lungo termine (IRS – glossario);
Fixed riverse floater: sono obbligazioni generalmente a lunga scadenza le cui cedole sono indicizzate inversamente rispetto ad un parametro; i casi più utilizzati hanno una indicizzazione ai tassi a breve termine. Si avranno quindi cedole crescenti in caso di tassi decrescenti.
Tarn: pagano cedole variabili indicizzate. Il titolo può avere scadenza anticipata se la somma delle cedole pagate dall’obbligazione fino a quel momento raggiunge un valore predefinito;
Index Linked: obbligazioni il cui rendimento è indicizzato alla variazione di uno o più indici.
Equity Linked. obbligazioni il cui rendimento è indicizzato alla variazione di un paniere composto di titoli azionari.
Subordinate: sono obbligazioi che in caso di liquidazione o fallimento dell’emittente, verranno rimborsate solo dopo il rimborso delle altre obbligazioni esistenti.
Modalità di acquisto -
L’acquisto avviene sui mercati organizzati (Mercato telematico delle Obbligazioni e dei titoli di Stato MOT Euromot) oppure direttamente dalle banche in negoziazione od in raccolta ordini attarverso sistemi di scambi organizzati.
Conservazione - Gestione -
I titoli sono conservati in regime “dematerializzato”, alcuni presso Monte Titoli, altri presso depositi esteri (Cedel - Euroclear) e gestiti in Depositi Titoli di custodia e Amministarzione accesi presso gli intermediari finanziari.
Modalità di vendita -
La vendita avviene sui mercati organizzati (Mercato telematico delle Obbligazioni e dei titoli di Stato MOT Euromot) oppure direttamente dalle banche in negoziazione od in raccolta ordini attarverso sistemi di scambi organizzati.
Modalità di liquidazione -
La liquidazione avviene nel giorno di valuta di regolamento( solitamente richiedono 3 giorni di valuta dalla data diacquisto o di vendita, tranne che i BOT che ne richiedono 2).
Rendimento -
Il rendimento dipende dalla tipologia degli interessi. Per i tassi fissi viene definito sulla base dei tassi pagati ed è quindi determinato già al momento dell’acquisto; per i titoli a tasso variabile dipende dall’andamento del parametro a cui fanno riferimento. Inoltre se il titolo è emesso in valuta diversa dall’euro, il rendimento atteso dipenderà anche dall’andamento della valuta contro l’Euro (più la valuta si apprezza, maggiore sarà il rendimento ottenuto) e dal prezzo d’acquisto.
Tassazione -
Imposta sostitutiva pari al 12,50% applicata sugli interessi (Redditi di capitale e plusvalenze - guadagno in conto capitale o capital gain) per i contribuenti residenti nelle categorie dei cosidetti “nettisti” cioè persone fisiche o soggetti ad essi equiparati.
Rischi -
I rischi sono connessi all’insolvenza dell’emittente, alla valuta di emissione del titolo (se diversa dall’Euro), all’indicizzazione delle cedole ed all’andamento dei corsi delle quotazioni). In relazione al tipo di tasso ed alla durata del titolo.
Titoli di Stato -
Sono obbligazioni caratterizzate dal fatto che l’emittente è lo stato Italiano od altri stati sovrani.
Tipologie
BOT - (Buoni ordinari del tesoro)
Titoli a breve termine con scadenza non superiore all’anno. Sono strumenti del mercato monetario del tipo Zero Coupon.
CTZ - (Certificati del tesoro Zero Coupon)
Titoli del tipo Zero con durata pari a 18 o 24 mesi.
CCT - (Certificati di credito del tesoro)
Titoli a medio lungo termine (max 7 anni) che pagano semestralmente un tasso di interesse (cedola) variabile, indicizzato al tasso di rendimento dei BOT.
BTP - (Buoni del tesoro poliennali)
Titoli a medio – lungo termine che pagano una cedola semestrale fissa, con scadenze comprese tra 3 e 30 anni.
BTP€i - (Buoni del tesoro poliennali indicizzati all’inflazione Europea “Indice Eurostat”)
Titoli a medio – lungo termine (5 o 10 anni) in cui sia il capitale rimborsato a scadenza sia le cedole semestrali sono rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area Euro.
BOC - (Buoni obligazionari comunali):sono titoli obbligazionari a medio lungo-termine, emessi dagli enti locali italiani ( Province, Comuni ecc. ecc.) per finanziare i propri progetti. Possono essere emessi con diverse modalità: frequenza cedola, tasso di interesse fisso o variabile, convertibili o cum warrant;
Titoli di stato non Italiani -
Sono obbligazioni emesse da stati sovrani diversi dall’Italia, del tipo a tasso fisso, tasso variabile o Zero coupon o altre tipologie; si differenziano per l’emittente, divisa e regolamento.
Modalità di acquisto -
Per i titoli Italiani:
• In sottoscrizione o in asta presso gli operatori istituzionali o gli uffici postali;
• Sul mercato secondario (MOT) successivamente all’emissione;
• Dalle banche in negoziazione;
Per i titoli esteri in mercato secondario, sui rispettivi mercati regolamentati tramite l’operatore finanziario.
Conservazione / Gestione –
I titoli sono conservati in regime “dematerializzato” presso Monte Titoli di Custodia e Amministrazione accesi presso gli intermediari finanziari.
Modalità di vendita –
• Per i titoli italiani, sul mercato regolamentato MOT;
• Tramite l’operatore finanziario in negoziazione.
Conservazione - Gestione –
I titoli sono conservati in regime “dematerializzato”, presso il Monte Titoli e gestiti in depositi titoli di custodia e amministrazione accesi presso gli intermediari finanziari.
Modalità di vendita -
• Per i titoli Italiani, sul mercato regolamentatoMOT;
• Per gli altri tramite l’operatore finanziario in negoziazione.
Modalità di liquidazione -
La liquidazione ed il regolamento avvengono nel giorni di data valuta di emissione del titolo, ovvero 3 giorni successivi alla data di contrattazione (2 giorni per i BOT) per i titoli italiani;
Per i titoli esteri secondo le caratteristiche proprie dell’emissione (generalmente 2 giorni ad eccezione dei titoli inglesi e giapponesi).
Rendimento -
Il rendimento di ciascun titolo, in fase di emissione, dipende dall’esito del relativo collocamento divulgato dal Ministero dell’Economia e pubblicato sui quotidiani nazionali. Successivamente dipende sia dalle cedole che dal prezzo d’acquisto.
Tassazione -
Per i titoli italiani viene applicata l’imposta sostitutiva del 12.5% sui dividendi, sulle plus valenze azionarie “capital gain”. Non sono soggetti all’imposta predetta i contribuenti residenti diversi da persone fisiche che operano nell’ambito di una attività commerciale. Per i titoli esteri si segue la normativa definita per i titoli esteri trattati in italia.
Rischi -
I rischi sono connessi all’insolvenza dell’emittente, e all’andamento dei corsi (quotazioni) in relazione al tipo di tasso (fisso o variabile) e alla durata del titolo.
Obbligazioni Corporate –
Sono obbligazioni emesse da società di capitale.
Tipologie -
Tasso fisso – Tasso variabile
Modalità di acquisto –
L’acquisto avviene sui mercati organizzati (ad es. DDT, Bond brokerage) e/o su mercati regolamentati (ad es. MOT) presso cui sono quotate le obbligazioni e generalmente nella divisa della società emittente.
Conservazione - Gestione –
I titoli sono conservati in regime “dematerializzato”, alcuni presso Monte Titoli, altri presso depositi “accentrati” esteri (Cedel – Euroclear) e gestiti in depositi di custodia e amministrazione accesi presso gli intermediari finanziari.
Modalità di vendita -
Sui mercati organizzati (ad es. DDT, Bond brokerage) e/o su mercati regolamentati (ad es. MOT) presso cui sono quotate le obbligazioni e generalmente nella divisa della società emittente.
Modalità di liquidazione -
La liquidazione avviene nel giorno di valuta di regolamento.
Rendimento -
Gneralmente superiore a quello dei titoli di stato a fronte di una maggior esposizione al rischio emittente (l’emittente corporate è generalmente meno solido di uno stato sovrano). La ccapacità di pagare interessi e rimborsare il debito è indicata dal rating. Debitori con rating più basso offrono rendimenti maggiori.
Tassazione -
Per i titoli con durata inferiore a 18 mesi, la tassazione è pari al 27%, per quelli con durata superiore ai 18 mesi la tassazione è pari al 12.5%
Rischi -
Oltre al rischio derivante dal credito è da considerare anche quello derivante dal tipo di cedola e dalla divisa di emissione.
Pronti Contro Termine –
Sono operazioni con le quali un venditore cede (a pronti, ossia al momento dell’operazione) ad un determinato prezzo una certa quantità di titoli e si impegna, nello stesso momento, a riacquistarne una uguale quantità ad una data futura (termine, ossia alla scadenza dell’operazione). Si tratta fondamentalmente di un’attività di finanziamento a breve termine. A fronte di tale attività il venditore a pronti, riconosce un tasso di interesse.
Modalità di acquisto o di vendita -
L’operazione è conclusa con la banca.
Conservazione/gestione -
I titoli sono conservati in regime “dematerializzato”, presso Monte Titoli e gestiti in depositi titoli di custodia e amministarzione accesi presso gli intermediari finanziari.
Modalità di liquidazione -
Avviene nei giorni di valuta del regolamento stabiliti dal contratto per l’acquisto (a pronti) e per la vendita (a termine).
Rendimento -
È determinato dalla differenza tra il prezzo a termine dei titoli oggetto dell’operazione ed il prezzo a pronti. Il prezzo a pronti viene fissato sulla base dei valori di mercato del titolo, mentre il prezzo a termine dipende dal tasso di interesse fissato dalle parti.
Tassazione -
I proventi sono tassati come redditi di capitale. La base imponibile è data dalla differenza positiva tra i corrispettivi globali di trasferimento dei titoli maturati nel periodo di durata del rapporto. I corrispettivi in valuta estera sono valutati secondo il cambio del giorno in cui sono pagati o incassati. L’operazione è tassata del 12.5%.
Rischi –
Nelle operazioni standard, non esistono rischi legati al titolo utilizzato nel PCT dato che la banca è obbligata a riacquistare i titoli alla scadenza.
Azioni –
Le azioni (o titoli azionari) sono dei documenti che rappresentano una quota della proprietà di un’azienda. Un soggetto in possesso di uno o più titoli azionari di una determinata società per azioni o in accomandita per azioni diviene dunque socio della suddetta società proporzionalmente alla sua partecipazione e, salvo casi particolari, acquisisce il diritto di partecipare al suo governo. Le azioni sono tipicamente emesse dalle società per raccogliere le risorse economiche necessarie allo svolgimento della propria attività o allo sviluppo della stessa; in caso di andamento favorevole e di successo della società, i soci hanno diritto ad una remunerazione, nella forma dei dividendi o di capital gain. Lo status di socio implica non solo diritti a favore del titolare delle azioni ma anche dei doveri, che questi è naturalmente tenuto a rispettare; tali diritti e doveri possono variare in funzione della specifica tipologia di azioni presa in considerazione.
Azioni ordinarie –
Sono le azioni nominative che non rientrano in nessuna delle categorie seguenti.assegnano diritti patrimoniali quali il diritto al dividendo, diritto al rimborso del capitale in caso di scioglimento della società e il diitto di opzione in caso di aumento del capitale. Assegnano anche diritti amministrativi tipicamente quello di voto nell’assemblea ordinaria e straordinaria della società.
Azioni privilegiate -
Le azioni privilegiate sono azioni nominative che assicurano all’azionista la precedenza nella ripartizione degli utili e del rimborso del capitale all’atto dello scioglimento della società. Dati questi privilegi i portatori di azioni privilegiate subiscono delle limitazioni nella diritto di voto, che è precluso nelle assemblee ordinarie, mentre è concesso in quella straordinaria.
Azioni di risparmio –
sono azioni prive del diritto di voto nell’assemblea ma privilegiate nella distribuzione del dividendo, poiché la società emittente deve distribuire utili ai titolari di queste azioni fino ad almeno il 5% del valore nominale delle azioni stesse. Possono essere messe solo dalle società quotate in borsa e sono, solitamente, destinate ai piccoli risparmiatori che cercano più il rendimento dell’investimento che l’esercizio del diritto di voto. Sono state istituite in Italia colla la legge 7 giugno 1974 n° 216, che ha istituito la CONSOB. Queste azioni sono spesso al portatore perché destinate generalmente al grande pubblico.
Modalità di acquisto o vendita –
• Le azioni sono trattate sui mercati regolamentati attraverso gli intermediari finanziari. Il mercato italiano per la contrattazione delle azioni è la borsa valori. I primi cinque mercati mondiali per la contrattazione delle azioni sono: NYSE Euronext, nata dalla fusione tra Nyse ed Euronext – tratta con 20.7 miliardi di dollari di capitalizzazione;
• Borsa di Tokio (Tokio stock exchange) con 4.6 miliardi di dollari;
• Nasdaq con 4.1 miliardi di dollari;
• Borsa di Londra (London stock exchange) con 4.0 miliardi di dollari;
• Borsa di Hong Kong (Hong Kong stock exchange) con 2.1 miliardi di dollari.
Conservazione e gestione –
Le azioni sono conservate in regime dematerializzato alcune presso Monte titoli altre presso depositi accentrati esteri (Cedel – Euroclear) e gestite in depositi titoli di custodia e amministrazione accesi presso gli intermediari finanziari.
Modalità di liquidazione –
Per il mercato azionario italiano la liquidazione avviene tre giorni lavorativi successivi alla trattazione dell’azione.
Rendimento –
E’ dato dal rapporto, in percentuale tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto, a cui va sommato l’eventuale dividendo incassato.
Tassazione –
Imposta del 12,5% applicata ai dividendi, alle plusvalenze azionarie “capital gain”
Rischi –
I rischi per chi compra un’azione sono di due tipi:
• rischio di prezzo: il crollo del prezzo dell’azione comprata che potrebbe comportare notevoli perdite in conto capitale;
• rischio di “delisting” (sospensione del titolo alla contrattazione): a causa di notizie sulla società positive o negative la quotazione delle azioni in borsa potrebbe essere sospesa; in casi particolarmente gravi potrebbero non venire più ammesse alla contrattazione, comportando in questo caso, la perdita di quasi la totalità del capitale investito. Le banche possono rilasciare certificazione attestante il valore di minusvalenza riferita i titoli delistati (non più quotati) presenti in custodia.
OICR –
Il testo unico dell’intermediazione finanziaria definisce gli OICR (organismi di investimento collettivo della risparmio) identificandoli con i fondi comuni (OICR aventi forma contrattuale) e le SICAV (aventi forma statutaria). Entrambe le categoria sono disciplinate da un apposito documento, il regolamento di gestione del caso dei fondi comuni e lo statuto nel caso delle SICAV. Tale documento definisce le caratteristiche e i criteri di funzionamento, la denominazione, la durata, le modalità di partecipazione, i termini e le modalità di emissione e estinzione dei certificati, di sottoscrizione di rimborso e di liquidazione, gli organi competenti per la scelta degli investimenti il tipo di beni e strumenti finanziari oggetto di investimento, le spese e le modalità di pubblicizzazione del valore. Anche gli ETF, con le particolarità precisate più avanti, rientrano tra gli OICR.
Fondi comuni di investimento -
I fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari, istituiti da società di gestione del risparmio (SGR), che riuniscono le somme di più risparmiatori e le investono, come un unico patrimonio, in attività finanziarie quotate (di solito azioni ed obbligazioni) seguendo alcune regole finanziarie, soprattutto di diversificazione per ridurre i rischi degli investimenti. Gli ammontari investiti sono suddivisi in tante parti unitarie, dette quote, che vengono sottoscritte dai risparmiatori. I fondi comuni di investimento rientrano nella categoria degli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR).il patrimonio conferito in gestione dei singoli clienti completamente distinto da quello della società di gestione. Esistono diverse tipologie di fondi comuni di investimento. A seconda della composizione dell’investimento sottostante abbiamo:
• fondi comuni di investimento immobiliari che investono in immobili, diritti reali immobiliari e partecipazione in società di natura immobiliare. La disciplina italiana ammette unicamente fondi immobiliari istituiti in forma chiusa.
• fondi comuni di investimento mobiliari che investono in una valori mobiliari (essenzialmente i titoli).
I fondi comuni di diritto italiano si diversificano in varie tipologie di rischio dipendenti dagli strumenti finanziari, scelti dal gestore entro i limiti delineati dal regolamento del fondo selezionato dal cliente. I fondi comuni possono essere quindi di tipo obbligazionario, azionario, bilanciato (misto azionario e obbligazionario), di liquidità, flessibili (ossia non legato ad alcun benchmark di riferimento), differenti per aree geografiche, settori (come materie prime, acqua, infrastrutture), e divise.
Diversamente, i fondi possono essere classificati per le modalità di rimborso delle quote in:
• Fondi comuni di investimento aperti i cui partecipanti hanno la possibilità di sottoscrivere ulteriori quote o chiedere il rimborso in qualsiasi momento.
• Fondi comuni di investimento chiusi in cui le sottoscrizione sono possibili solo in una determinato periodo di collocamento (anche se sono possibili successive emissioni) e il diritto alla rimborso delle quote è riconosciuto ai partecipanti normalmente solo a scadenze predeterminate (anche se spesso sono possibili i rimborsi anticipati).
Particolari tipologie di fondi comuni sono i fondi di fondi che investono in quote di altri fondi comuni e/o azioni di SICAV che presentano una politica di investimento compatibile con i criteri previsti dal regolamento del fondo acquirente.
Tassazione –
I fondi comuni di diritto italiano sono soggetti all’imposta sostitutiva del 12,5% conteggiata e applicata giornalmente in occasione del calcolo del NAV al netto delle imposte è versata a cura della SGR. Il sottoscrittore che non esercita attività di impresa non deve effettuare alcuna dichiarazione. Il valore del fondo (NAV) è quindi al netto delle imposte.
Rischi –
I rischi dipendono da molteplici fattori quali ad esempio:
• La presenza di azioni, di obbligazioni, la valuta degli strumenti finanziari sottostanti, il paese di riferimento in cui hanno sede sociale o svolgono la maggior parte delle attività società in cui si investe.
SICAV –
Una società di investimento a capitale variabile (S.I.C.A.V.) è una società per azioni il cui capitale non è fisso ma varia in funzione delle nuove sottoscrizioni e dei rimborsi, avente per oggetto unicamente l’investimento collettivo del risparmio raccolto mediante l’offerta al pubblico delle proprie azioni. Ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, N°58 (testo unico della finanza) le SICAV sono classificate tra gli organismi di investimento collettivo del risparmio. La SICAV può essere assimilata a un fondo comune d’investimento, dal quale si differenzia principalmente perché, mentre al fondo d’investimento l’investitore è titolare di una quota del fondo stesso, che viene amministrato da una società di gestione distinta, il risparmiatore che investe in SICAV diventa proprietario di azioni della società e con l’esercizio del diritto di voto, può incidere sulle politiche sociali e di investimento.
Modalità di acquisto o vendita –
Non sono negoziabili in mercati regolamentati. La commercializzazione delle azioni della SICAV può avvenire esclusivamente ad opera di soggetti qualificati e autorizzati. I soggetti collocatori possono raccogliere le sottoscrizioni presso la propria sede e dipendenza o eventualmente anche fuori sede (tramite promotori) o tramite tecniche di comunicazione a distanza (ad esempio internet).
Possono essere sottoscritti in un’unica soluzione o con piani di accumulo periodici (PAC). In genere è possibile effettuare operazioni di passaggio fra comparti diversi della stessa SICAV (denominati switch o conversioni) l’efficacia dei contratti definiti fuori sede è sospesa caso di prima sottoscrizione per un periodo di di sette giorni durante il quale il sottoscrittore ha facoltà di recedere senza alcun tipo di spesa. Valore della quota pubblicato sui quotidiani è da riferirsi ai valori di mercato di alcuni giorni antecedenti.
Conservazione e gestione –
Le azioni sono annotate nel libro soci tenuto dall’emittente (o dal delegato, solitamente il soggetto incaricato dei pagamenti). A differenza delle normali azioni, similmente ai fondi comuni, il valore della singola azione della SICAV denominato NAV (Net Asset Value) è determinato una sola volta al giorno e non in continuo. A fine anno il soggetto collocatore o il soggetto incaricato dei pagamenti invierà una rendicontazione delle posizione detenute dai clienti.
Modalità di liquidazione –
Come per i fondi comuni (vedi sezione fondi comuni).
Rendimento –
Come per i fondi comuni (vedi sezione fondi comuni).
Tassazione –
i proventi distribuiti (dividendi) e sulla differenza fra valore di cessione e valore medio delle acquisizioni (se positiva), il soggetto incaricato dei pagamenti applica una ritenuta del 12,5% titolo di imposta o di acconto (se il possessore svolge attività di impresa). Le SICAV non devono pagare imposte fino al momento in cui si disinveste, quindi il NAV (il valore del comparto della SICAV) è al lordo delle imposte, che saranno pagate solo nel momento della liquidazione.
Derivati –
Con l’espressione strumenti derivati ci si riferisce a quella categoria di strumenti finanziari il cui valore economico risulta legato al valore di una particolare attività sottostante, cui si fa riferimento. La natura dell’attività sottostante può essere di vario tipo: il prezzo di uno strumento derivato può ad esempio essere legato al valore di una valuta, di un tasso di cambio, di un tasso di interesse, di indici di borsa, di commodity, ecc. In Italia, lo scambio degli strumenti derivati avviene presso il Mercato degli strumenti derivati, l’Idem (Italian Derivatives Market). La Cassa di Compensazione e Garanzia (CC&G) è l’organismo incaricato a controllare e coordinare il mercato italiano dei derivati e riveste il ruolo di controparte di tutte le contrattazioni effettuate. Esistono diversi tipi di strumenti derivati: tra le tipologie maggiormente conosciute e diffuse di strumento derivato è possibile trovare le opzioni, i warrant e i covered warrant, i futures.
FUTURE
Sono particolari tipi di derivati che fissano il prezzo del sottostante a cui fanno riferimento ad una data futura.
Modalità di acquisto o vendita –in Italia i Future sono negoziati un mercato IDEM e sono trattati per conto della clientela dalle banche in “raccolta ordini” una caratteristica importante dei Future è quella di poter vendere il Future anche senza possederlo. Esistono quattro tipi di contratti, di cui due fanno riferimento all’indice SP/Mib:
SP/Mib Futures (ogni punto indice vale 5 euro);
Mini SP/Mib Futures (ogni punto indice vale 1 euro);
uno fa riferimento all’indice Midex: Fidex
uno fa riferimento ai singoli titoli azionari: Single Stock Futures;
All’estero i principali mercati di Futures (su indici, indici settoriali, azioni e obbligazioni) sono:
EUREX (European Exchange) e in Francoforte;
EURONEXT ( Borsa valori Pan-Europea con base a Parigi, Londra – LIFFE- ed altre città)
NYSE Composite Index utures and Options.
CFD
Un Contratto per Differenza (CFD) offre tutti i benefici della negoziazione di azioni, senza tuttavia doverle possedere materialmente. È un contratto che replica le performance dello strumento sottostante. È negoziato a margine e come per l’azione, il profitto o la perdita è determinata dalla differenza tra il prezzo di entrata e quello di uscita dall’operazione.
FOREX:
Il termine forex sta a indicare il FOReign EXchange, il mercato in cui vengono scambiate le diverse valute attraverso un tasso di cambio. Il tasso di cambio rappresenta il meccanismo con cui si stabilisce il valore di una valuta in termini di un’altra.



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