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Crisi, sempre più 'scatolette' nel carrello della spesa: le sceglie una famiglia su due

Dalla carne al tonno, passando per piatti pronti come le insalatissime (10%) e i sughi (9%), cambiano le abitudini di acquisto degli italiani. E il risparmio a volte può arrivare a oltre il 45% Cambiano le abitudini alimentari degli italiani, sempre più 'scatolette' nel carrello della spesa. A preferirle sono soprattutto le famiglie 58% e i giovani 31%, ma anche gli anziani intenti a far quadrare la propria pensione. E' quanto emerge da una ricerca commissionata da Anfima (Associazione nazionale fra i fabbricanti di imballaggi metallici ed affini) e condotta da Linkom Research su un campione di 1.000 uomini e donne in Italia, che verrà presentata il prossimo 12 Giugno in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione Anfima. Se la crisi incalza, infatti, e per il 2009 l'Adusbef prevede un aggravio sulla spesa alimentare di ben 564 euro all'anno, gli italiani la prendono in contropiede e modificano le loro abitudini d'acquisto. A partire dalla scelta di tempi e luoghi: Il 43% degli intervistati, infatti, opta per i grandi supermercati, il 37% per i discount, e solo il 14% resta fedele alla bottega sotto casa. Spesa settimanale per il 51% degli italiani, addirittura ogni quindici giorni per un altro 24%, mentre appena il 12% dichiara di fare i propri acquisti giorno per giorno.

  Roma, 31 mag. (Adnkronos) – Saranno più 'salate', quest'anno, le vacanze al mare.Una famiglia tipo, composta da quattro persone, per una settimana arriverà a spendere, infatti, fino al 4,4% in più rispetto allo scorso anno, per un importo complessivo di 3.242 euro. A fare i conti è l'osservatorio nazionale di Federconsumatori che segnala, comunque, come solo il 47% degli italiani partirà per le vacanze in questa stagione estiva. E, soprattutto, lo farà ma con maggiore oculatezza, prediligendo soprattutto formule economiche e viaggi "mordi e fuggi", cioè sempre più brevi. Le vacanze al mare di una settimana, infatti, non sono alla portata di tutti, sottolinea la Federconsumatori. E se, da un lato, la benzina diminuisce rispetto agli aumenti vertiginosi dello scorso anno, dovuti all'impennata del costo del petrolio; dall'altro, aumentano generi alimentari e pedaggi autostradali. Il costo del viaggio in auto (benzina, pedaggi e sosta in autogrill) diminuisce, mediamente, del 7,4% mentre le spese per l'albergo per sette giorni (2 camere doppie e pensione completa) mostrano rincari del 5,4%: da 1.806 euro del 2008 si passa a 1904 euro. A far lievitare il budget sono poi i costi per lo stabilimento balneare. Per un ombrellone e due lettini e per le consumazioni al bar di bibite, snack, gelati e caffè, il rincaro è pari al 3,7%: 341,25 euro nel 2009 contro i 329 euro del 2008. Se poi una famiglia decide di concedersi un'escursione, come una gita in barca di una giornata o una di mezza giornata con in una località caratteristica dovrà fare i conti con rialzi del 6,1%, dai 264 euro dello scorso anno ai 280 euro di quest'anno.
  Inflazione ai minimi dal 1968. Prezzi fermi nell'Eurozona

 

 

Scende ai minimi toccati oltre 40 anni fa l'inflazione. A maggio l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività ha segnato una variazione, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, di +0,9%, la più bassa dal novembre del 1968 quando la variazione fu di +0,7%. La variazione, rispetto ad aprile, è invece dello 0,2%. Lo comunica l'Istat, sottolineando che si tratta di stime preliminari. L'inflazione di fondo è pari a +1,9%, mentre l'acquisito è pari +0,7%. «Il confronto statistico particolarmente favorevole rispetto all'evoluzione di un anno fa, dovrebbe garantire un'ulteriore riduzione del tasso d'inflazione almeno fino all'estate, in mancanza di significativi mutamenti nelle condizioni internazionali di riferimento» commenta l'Isae

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