Piazza Affari Titoli Bancari e raccomandazioni su azioni Ftse Mib Italia

A Piazza Affari l’attenzione continua a rimanere alta sui titoli del settore bancario che dopo la recente flessione hanno dato vita ad un rimbalzo a partire da mercoledì scorso. 

 

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Il ritorno degli acquisti che si è avuto nelle ultime due sedute non riesce a trovare un seguito quest’oggi, almeno non per tutti i titoli del comparto, visto l’andamento contrastato degli stessi. Prosegue l’ascesa di Unicredit che viaggia in salita di oltre un punto e mezzo percentuale, mentre si presentano appena sopra la parità Banco Popolare, Banca Monte Paschi, Mediobanca e Intesa Sanpaolo, con variazioni percentuali contenute al di sotto di mezzo punto percentuale. Non riescono ad evitare il segno meno Banca Popolare di Milano e Ubi Banca che arretrano rispettivamente dello 0,18% e dello 0,73%. 
Ad accendere i riflettori sul comparto ci ha pensato Bernstein che già a metà ottobre aveva avviato la copertura sul settore bancario dell’Europa meridionale con una raccomandazione “underweight”. 
Le maggiori preoccupazioni degli analisti sono da ricondurre ad un più debole scenario macro e ad un più elevato costo del finanziamento. Le banche italiane però sono meglio posizionate di altre, ad esempio di quelle spagnole, perchè nel nostro Paese non c’è una bolla immobiliare e si registra un più elevato tasso di risparmio. 
Gli esperti di Bernstein hanno però rivisto al ribasso le stime sulle banche italiane, proprio in ragione di un più elevato costo di finanziamento, cui si aggiungono commissione più basse e un più contenuto tasso di crescita dei prestiti in prospettiva. 
Oltre alle stime gli analisti hanno messo mano anche alle valutazioni dei vari titoli, segnalando che l’unico giudizio positivo viene riservato ad Intesa Sanpaolo e a Banca Popolare di Milano. Ad entrambi i titoli è assegnata
una raccomandazione “outperform”, con un prezzo obiettivo ridotto da 3,3 a 3,1 euro per le azioni dell’istituto guidato da Passera, mentre la valutazione di BP Milano passa da 4,9 a 3,7 euro. 

Neutrale l’indicazione per Monte Paschi e Ubi Banca, con un rating “market perform” per entrambe, ma il fair value della banca senese scende da 1,2 a 1 euro, mentre quello dell’istituto popolare da 8,4 a 7,8 euro. 
Cattive notizie per Unicredit che secondo Bernstein è destinato a sottoperformare il mercato, con un prezzo obiettivo ridotto da 1,7 e a 1,55 euro. La view è negativa anche su Banco Popolare, cui viene assegnata la stessa raccomandazione “underperform”, con un una sforbiciata al target price da 4,25 a 3 euro. 
A parlare dei bancari di Piazza Affari sono stati anche i colleghi di Banca Leonardo i quali ricordano che negli ultimi tre anni gli istituti italiani hanno perso due terzi del loro utile netto aggregato. Gli esperti vedono un potenziale di upside di quasi il 30% per i bancari, ma in assenza di catalizzatori positivi, suggeriscono di scommettere sul comparto in maniera selettiva. L’attenzione andrà rivolta non solo alla liquidità e al capitale, ma anche alla visibilità offerta dal contenimento dei costi. 
Nel selezionare i titoli sui cui puntare, Banca Leonardo ha adottato come criterio discriminante non solo l’appeal dato dalle attuali valutazioni di Borsa, ma anche il modello difensivo del business e la solidità dello stato patrimoniale. Tra i preferiti troviamo Intesa Sanpaolo in virtù della sua posizione di leadership in Italia, ma anche Mediobanca. Buone notizie per Banca Popolare di Milano che di recente ha beneficiato di una promozione con il miglioramento del rating da “underweight” a “buy”, alla luce anche di un potenziale d i upside di quasi
il 25%. 

Tra i titoli a minore capitalizzazione, gli analisti guardano di buon occhio anche a Banca Popolare dell’Emilia Romagna che sta portando avanti il suo piano di ristrutturazione malgrado la crisi in atto

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