Analisi mercato azionario Italia

La settimana si è conclusa con una seduta negativa per i titoli del settore bancario che a Piazza Affari sono finiti nuovamente tra le fauci dei ribassisti. Ad avere la peggio è stato Banco Popolare che ha lasciato poco più di tre punti, mentre Banco Popolare di Milano ha ceduto il 2%. In flessione di quasi due punti anche Monte Paschi, Intesa Sanpaolo e Unicredit, seguiti da Mediobanca cha ha accusato un ribasso dell‘1,53%, mentre Ubi Banca ha chiuso in frazionale calo dello 0,14%. 

 

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A far soffrire quest’oggi il comparto è stato il rialzo di 50 punti base delle riserve richieste dalla Cina alle banche, letta dal mercato come una mossa finalizzata al restringimento della politica monetaria. 
A richiamare l’attenzione sui bancari ci ha pensato anche un’analisi di Unicedit che nell’ambito di un report diffuso oggi ha fatto sapere che Basilea III non rappresenta di per sè un grande problema per le banche italiane. Gli analisti però ritengono al contempo che una base di capitale di 210 basis points inferiore ai competitors europei potrebbe non essere sostenibile. Gli esperti di Piazza Cordusio non escludono che una ripresa del margine di interesse possa avvenire in maniera più graduale del previsto, ma è altrettanto probabile una revisione al ribasso dlele stime relativo al consensus sugli utili delle banche italiane. Le aspettative del mercato si confermano elevate e le stime di Unicredit si confermano del 15% al di sotto di quelle del consensus sia nel 2011 e nel 2012. 
In generale, per gli analisti di Unicredit la valutazione dei titoli bancari di Piazza Affari non è interessante, malgrado si trovi al di sotto del tangible book value. Gli esperti hanno rivisto al ribasso in media del 10% le stime sull’utile per azione riferite al periodo 2010-2012,conservando una view prudente sul comparto. L’idea è che Basilea III avrà un impatto in media di 77 basis points sulle banche del nostro Paesi. 

Nello scenario base Unicredit prevede un Tier-1 ratio del 7% al 2012, con un bisogno di capitale di circa 1,5 miliardi di euro. Se il Tier-1 ratio assunto venisse alzato al 7,5% o all’8%, allora il divario a livello di capitale sarebbe rispettivamente di 3,3 miliardi e di 7 miliardi. 
Gli analisti ritengono che le banche più colpite da Basilea III saranno la Popolare di Milano, Banco Popolare e Monte Paschi, mentre le meno colpite sono Intesa Sanpaolo e Ubi Banca. 
Tra i vari titoli, gli analisti di Unicredit hanno confermato la raccomandazione “buy” su Ubi banca, rivedendo però al ribasso il target price da 9,3 a 8,3 euro, in seguito alla rivisitazione delle stime sull’utile per azione. 
Un invito all’acquisto arriva anche per Banca Popolare dell’Emilia Romagna con un target price che scende da 10,4 a 10,1 euro. 
Gli analisti hanno bocciato Banca Popolare di Milano il cui rating è sceso da “hold” a “sell”, con un fair value ridotto da 3,9 a 2,95 euro. Unicredit ha tagliato le stime sull’eps di Banca Popolare di Milano in media del 12% per il periodo 2010-2012, e le attuali previsioni sono inferiori del 40% al di sotto dell’obiettivo di utile netto 2012 fissato dal gruppo a 378 milioni e dell’11% sotto la stima del consensus che vede un utile netto di 242 milioni di euro. 
Indicazioni negative per Banco Popolare per il quale è stato confermato il rating “sell”, con un target price rivisto da 4 a 3,2 euro, dopo l‘aumento di capitale annunciato dal gruppo nell’ordine di 2 miliardi di euro. Infine, per Intesa Sanpaolo e Monte Paschi la raccomandazione indicata è “hold”, con un fair value a 2,4 euro per la prima
e un prezzo obiettivo rivisto al rialzo da 0,88 a 0,92 euro per la seconda. Gli analisti di Unicredit ritengono che tanto le azioni Intesa Sanpaolo quanto quelle Monte Paschi siano correttamente valutate.

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