Acquisti a rate meno trappole
Acquisti a rate, da gennaio meno trappole e cambiare idea sarà più facile
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Cambia il panorama del credito al consumo. Chi vorrà fare acquisti a rate o chiedere un prestito, da ora in poi potrà contare su più trasparenza e maggiori garanzie. E in caso di ripensamenti basterà una semplice raccomandata per bloccare tutta la pratica senza altre complicazioni.
Le novità operative da gennaio - Le nuove regole, contenute nel decreto che recepisce la direttiva comunitaria in materia di credito al consumo, si applicheranno a tutti i prestiti personali (compresa la cessione del quinto dello stipendio) di importo tra i 200 e i 75.000 euro. Esclusi, invece, i prestiti garantiti da ipoteca, quindi i mutui, se hanno durata superiore ai cinque anni. Il decreto è entrato in vigore il 19 settembre, ma Banca d'Italia e Cicr (Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio) hanno 120 giorni per emanare la normativa di dettaglio, che quindi non entrerà in vigore non prima del prossimo anno. La nuova disciplina, comunque, dovrà cominciare della pubblicità.
Mai più costi a sorpresa e confronto tra le offerte - Tra i nuovi obblighi, infatti, c'è non solo quello di riportare su tutti i messaggi informativi in forma chiara e graficamente evidenziata e le informazioni di base tasso d’interesse, taeg (tasso effettivo globale), eventuali servizi accessori necessari per ottenere il credito, ma anche quello di rendere possibile il confronto con altre forme di finanziamento. Per questo diventa obbligatorio fornire un'apposta documentazione scritta, prima della firma del contratto, con tutte le informazioni necessarie per consentire il confronto delle diverse offerte di credito sul mercato, quindi, ad esempio, il piano di acquisto a rate rispetto ad un prestito ordinario richiesto in banca. Inoltre dovranno essere chiarite le conseguenze di un eventuale manato pagamento delle rate di rimborso in termini di costi e di rischi.
Se si cambia idea nessuna penale - Una volta sottoscritto il contratto, poi, si potrà anche cambiare idea e annullarlo senza penali. Per questo basterà una semplice raccomandata inviata entro quattordici giorni dalla conclusione del contratto. In questo periodo è dovuto solo il rimborso del capitale (se già erogato) e gli interessi dalla data di prelievo del credito fino alla data di rimborso del capitale, e comunque non oltre 30 giorni dall'invio della notifica del recesso. Chi ha concesso il credito non avrà diritto a nessun altro indennizzo, tranne eventuali spese non rimborsabili eventualmente pagate alla pubblica amministrazione (bolli o altre imposte, ad esempio). Nel costo totale del credito, inoltre, dovranno essere inclusi anche i costi relativi ai servizi accessori, compresi i premi assicurativi, se la conclusione di un contratto relativo a questi servizi è un requisito per ottenere il credito, o per ottenerlo alle condizioni offerte. Se invece è il fornitore del bene a non consegnare la merce, si ha diritto alla risoluzione del contratto senza dover rimborsare le rate eventualmente pagate.
Diritto al rimborso anticipato ma l'opzione si paga - Con le nuove disposizioni scatta anche la possibilità del rimborso anticipato, ma in questo caso il creditore ha diritto ad un indennizzo. La somma che può essere richiesta a titolo di penale potrà essere al massimo dell'1 per cento dell'importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto è superiore a un anno, ovvero dello 0,5 se inferiore
Più obblighi per i mediatori - Sono invece immediatamente operative le nuove regole che riguardano gli operatori del settore, ossia le società finanziarie e gli agenti. Per loro, infatti, arriva l'obbligo di sottoscrizione di polizze per eventuali danni alla clientela, mentre i mediatori dovranno costituire società con almeno 120mila euro di capitale. Sarà inoltre obbligatorio un esame e l'iscrizione in un apposito organismo di controllo.
Fonte La repubblica – Autore Antonella Donati
(20 settembre 2010)
















